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martedì, 28 agosto 2007

L’AGNESE VA A MORIRE

Sono solo a pag. 25, la tensione si rompe. E sono lacrime d’emozione per l’altezza spirituale di questa donna (… si tolse dal seno un pacchettino di carta, lo aprì: c’erano tre carte da mil: - So che ce ne vogliono molti per tutti quei ragazzi nascosti, e per il resto. Io, senza Palita, non ne ho bisogno […] Li do senza offesa.) Agnese che viveva di niente, viveva solo per accudire il marito malato. Agnese poco istruita, ma intelligente, di quell’intelligenza non intellettuale ma intuitiva. Che non aspetta altro che il momento di fare, con gli occhi e la mente avida, fiduciosa e felice di essere utile, utile a raddrizzare torti tali da indurre all’odio verso un intero popolo. Agnese sempre più grande, gigantesca, che riempie l’ultima pagina e il cuore come un’enorme macchia nera quando il suo corpo cade fucilato come un fagotto di stracci.

 

Renata Vigano, L’Agnese va a morire, Einaudi (1° edizione 1949)
postato da: davidetolublog alle ore 02:00 | link | commenti (4)
categorie: l agnese va a morire, renata viganò