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venerdì, 07 dicembre 2007

MI FIDO DI TE

 

Gigi Vianello, uomo d’affari squisitamente, eroicamente privo di scrupoli, giunge a Cagliari con un passato compromettente ben nascosto da una nuova identità e una valigetta con passaporto falso e qualche migliaio di euro sempre pronta all’evenienza. Settore commerciale: sofisticazione alimentare. Raffinato, elegante, intelligente, Vianello si muove nello scenario di una città che si sforza di essere all’altezza di una metropoli “di mondo”. Quasi si prova compassione per lui, attore superbo e consumato costretto a muoversi tra attori non altrettanto bravi: una compagna la cui devozione e il cui amore si trasformano senza difficoltà in fredda vendetta; soci che tradiscono senza vergogna, alla luce del sole, non appena la stima e l’ammirazione non risultano più convenienti; danzatrici del ventre sgrammaticate che sognano di diventare modelle; c’è pure una giornalista, Rita Quattrini (una strizzatina d’occhio alla Rita Skeeter di Harry Potter), la quale, controcorrente, si atteggia a scribacchina di pettegolezzi perché è più remunerativo che mostrare la propria cultura. Ecco, la Cagliari di Abate e Carlotto è popolata da caricature di uomini e donne, forse per un atto di esorcismo: contro la paura di un attentato alla salute che si svolge ogni giorno veramente, ai danni di tutti, perché il fenomeno della sofisticazione alimentare purtroppo non è un’invenzione letteraria.

In questo mondo finto, “sofisticato” in ogni fibra, chi conserva ancora qualcosa d’autentico fa una brutta fine: quella che aspetta la bella Mariuccia, colpevole di non voler più portare avanti una menzogna e che dice, fieramente: “ Non dirò nulla che possa nuocergli. Carlo Alberto è il mio uomo.” Coraggiosa dichiarazione d’amore che è il filo di speranza di tutta la lettura: questo libro spietato non ne concede molti altri.

Il capoluogo sardo - mai abbastanza celebrato, mai abbastanza ricordato - torna a fare da sfondo e protagonista in una veste scanzonata e di certo diversa da quella patinata da rivista turistica che molti si aspetterebbero. E se a qualcuno questo non bastasse per godersi la lettura (a torto, a mio avviso), il piacere è garantito da un ritmo incalzante che non permette pause e che spinge avanti - anche quando non si vorrebbe - per conoscere la verità.

L’editing avrebbe meritato qualche attenzione in più da parte dei loro autori, che forse in quest’aspetto hanno risentito del lavoro a quattro mani (il romanzo precedente di Abate, Getsemani, vanta inedite e piacevoli soluzioni di linguaggio) ma il coraggio e l’attualità di questa storia confezionata in formula di intrattenimento puro è da applauso.

 

Francesco Abate, Massimo Carlotto: Mi Fido di Te. Einaudi 2007

postato da: davidetolublog alle ore 19:24 | link | commenti (1)
categorie: massimo carlotto, mi fido di te, francesco abate
sabato, 01 settembre 2007

GETSEMANI

Come ogni estate, dal mare del litorale di Cagliari riemerge una misteriosa croce di marmo a ricordare un morto il cui nome non si legge più. Ma attenzione, la Sardegna di Abate non è quella che si immagina, la terra incantata e stereotipata nei suoi miti e leggende. La Cagliari di Gestemani è moderna e spietata, confondibile con una qualsiasi città del nord. Moderni e spietati sono pure i suoi abitanti, naufraghi alla deriva senza ideali a cui aggrapparsi.
La storia si apre con una rapina in una banca a Getsemani, un ricco quartiere residenziale sorto dove un tempo si stendeva un uliveto secolare. Un nome che non promette nulla di buono, dice uno dei personaggi. Qui una donna armata tiene sotto tiro tre ostaggi. Ma neppure questo è quel che si immagina. Abate è stato maestro nello smontare supposizioni e pregiudizi. Le vite di uomini e donne molto diversi tra loro ma ugualmente disperati si incrociano e si intrecciano, e questo strano sodalizio costituirà la salvezza per tutti loro. Abate descrive il goffo Antonio schiavizzato da una moglie sanguisuga, e il giovane e bello Efrem con la medesima simpatia e bonarietà, e fa tirare i fili della storia ad una donna intelligente e marionettista consapevole, l’avvocato Martina Moro. Parte come un poliziesco, si sviluppa come un giallo, infine diventa romanzo psicologico e generazionale. Dal Mister Dabolina, suo romanzo d’esordio, il talento narrativo di Abate non ha fatto altro che migliorare, lanciandosi coraggiosamente anche nell’utilizzo di un linguaggio originale, scolpito e lapidario.

L’Autore e la Bibliografia
Francesco Abate è giornalista professionista e DJ nei club della Sardegna con il nome di Frisco. Ha esordito come narratore nel 1998 con Mister Dabolina (Castelvecchi); seguono Il cattivo Cronista (Il Maestrale 2003) e Ultima di Campionato (Il Maestrale 2004) nato come soggetto cinematografico e vincitore del premio Solinas. www.frisko.it è la sua casa nella rete.

Francesco Abate, GETSEMANI – Frassinelli/Il Maestrale2006 

postato da: davidetolublog alle ore 08:24 | link | commenti
categorie: getsemani, francesco abate