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lunedì, 17 dicembre 2007

VITA E MORTE DI LUDOVICO LAUTER

La storia del “più grande scrittore di tutti i tempi”, quella che nessuno conosce e che nessuno conoscerà mai. Entrare in questo libro è perdersi e non essere più in grado di distinguere i confini tra l’universo della parola scritta e quello fisico in cui siamo immersi. Ed è una sensazione piacevolmente inquietante.

Uno scrittore genio, una madre santa e folle, un padre dall’oscuro e colpevole passato, un mediocre romanziere di provincia che si offre come sacerdote degli ultimi giorni del genio… I personaggi sfilano e i loro volti e le loro storie si confondono, si scambiano, i punti di riferimento svaniscono. Non servirà andare subito all’ultima pagina per scoprire il trucco e svelare il finale: questo è un libro che non finisce e il suo enigma è la sua essenza.

Con un intreccio e uno stile di rara maestria, Alessandro De Roma presenta un capolavoro d’opera prima che è insieme romanzo biografico, romanzo storico, giallo e critica letteraria. Un meritatissimo Premio Dessì.

 

Circa otto anni fa ho conosciuto l’Autore a Cagliari e mai avrei immaginato che dietro quel viso sorridente di bambino si celasse questa storia. L’enigma continua e il vero artista si svela per essere colui che realizza i suoi sogni: creare mondi solidi e indipendenti, che vivono di vita propria.

Alessandro De Roma, Vita e Morte di Ludovico Lauter. Il Maestrale 2007 - Premio Dessì 2007


domenica, 09 dicembre 2007

TU IN RIVA AL MARE CON OCCHI DI SPUMA

HPIM0020Alcune forme di poesie ricalcano il fluire del tempo, come un ricamo, una veste gentile ed elegante sopra l'apparire. La poesia di Patrizia Seminara  il tempo lo ferma, lo cristallizza, e le cose le spoglia, le denuda. È un’istantanea, una foto, un frammento del tutto in cui l’Artista, operatrice di conoscenza, posa il suo occhio-strumento per applicarvi intuito e genio alla scoperta di verità universali, tanto più nascoste quanto più esposte alla vista.
Il titolo è già un compiuto piccolo capolavoro. Ma ecco qualche altro antipasto:

“Ve lo voglio dire: / l’essere mi ha annoiato / l’avere mi ha nauseato. / Voglio diventare il divenire.”

In bilico sull’orlo del tempo che va, ben salda sulle parole e a ritmo col Ritmo, questa Strega di una magia antica compie l’incantesimo: diviene, e perciò: è. Perché il tempo è relativo, ed è illusione.

“Ma io, che gioco con la vita / e che la sera non sono mai stanca, / voglio restare stesa su una panca, / una panca del giardino comunale, / a vedere com’è squallido il Natale.”

Ho conosciuto l’Artista  in rete e mi sono fatto stregare dall’uso esperto delle parole (che in questa raccolta di poesie si fanno canzone, cantilena, irriverenti e bambine, semplici e sagge), dalla dignità e dall’acume anche nella scelta dei soggetti. L’ho rincorsa, per scoprirne l’identità. Mi ha risposto che si fidava di me, perciò me l’ha rivelata. Ora, fedele al nostro patto contraddittorio, per generosità e perché chi ha la luce la deve tener alta, la rivelo… o meglio, rivelo uno dei luoghi in qui sta e diviene.

Patrizia Seminara, Tu in riva al mare con occhi di spuma. Libro Italiano 2005, Collana “Poeti Italiani Contemporanei”
venerdì, 07 dicembre 2007

MI FIDO DI TE

 

Gigi Vianello, uomo d’affari squisitamente, eroicamente privo di scrupoli, giunge a Cagliari con un passato compromettente ben nascosto da una nuova identità e una valigetta con passaporto falso e qualche migliaio di euro sempre pronta all’evenienza. Settore commerciale: sofisticazione alimentare. Raffinato, elegante, intelligente, Vianello si muove nello scenario di una città che si sforza di essere all’altezza di una metropoli “di mondo”. Quasi si prova compassione per lui, attore superbo e consumato costretto a muoversi tra attori non altrettanto bravi: una compagna la cui devozione e il cui amore si trasformano senza difficoltà in fredda vendetta; soci che tradiscono senza vergogna, alla luce del sole, non appena la stima e l’ammirazione non risultano più convenienti; danzatrici del ventre sgrammaticate che sognano di diventare modelle; c’è pure una giornalista, Rita Quattrini (una strizzatina d’occhio alla Rita Skeeter di Harry Potter), la quale, controcorrente, si atteggia a scribacchina di pettegolezzi perché è più remunerativo che mostrare la propria cultura. Ecco, la Cagliari di Abate e Carlotto è popolata da caricature di uomini e donne, forse per un atto di esorcismo: contro la paura di un attentato alla salute che si svolge ogni giorno veramente, ai danni di tutti, perché il fenomeno della sofisticazione alimentare purtroppo non è un’invenzione letteraria.

In questo mondo finto, “sofisticato” in ogni fibra, chi conserva ancora qualcosa d’autentico fa una brutta fine: quella che aspetta la bella Mariuccia, colpevole di non voler più portare avanti una menzogna e che dice, fieramente: “ Non dirò nulla che possa nuocergli. Carlo Alberto è il mio uomo.” Coraggiosa dichiarazione d’amore che è il filo di speranza di tutta la lettura: questo libro spietato non ne concede molti altri.

Il capoluogo sardo - mai abbastanza celebrato, mai abbastanza ricordato - torna a fare da sfondo e protagonista in una veste scanzonata e di certo diversa da quella patinata da rivista turistica che molti si aspetterebbero. E se a qualcuno questo non bastasse per godersi la lettura (a torto, a mio avviso), il piacere è garantito da un ritmo incalzante che non permette pause e che spinge avanti - anche quando non si vorrebbe - per conoscere la verità.

L’editing avrebbe meritato qualche attenzione in più da parte dei loro autori, che forse in quest’aspetto hanno risentito del lavoro a quattro mani (il romanzo precedente di Abate, Getsemani, vanta inedite e piacevoli soluzioni di linguaggio) ma il coraggio e l’attualità di questa storia confezionata in formula di intrattenimento puro è da applauso.

 

Francesco Abate, Massimo Carlotto: Mi Fido di Te. Einaudi 2007

postato da: davidetolublog alle ore 19:24 | link | commenti (1)
categorie: massimo carlotto, mi fido di te, francesco abate